pecha kucha testata vol.9

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PKN.vol 9 INVITO(FR)

Il programma della serata

PKN.vol 9 INVITO(in)

Elisa Abela: Libri infarciti di foto antiche stanno letteralmente per esplodere, buste trasparenti sigillate con dentro vecchie lettere mai aperte, immagini grafiche con interventi minimi le guardiamo 3 o 4 volte e diventano specchi, detournements e collages apparentemente rozzi urlano qualcosa che non afferriamo completamente.

AutonomeForme: è un’associazione di architetti specializzati nel campo della progettazione architettonica e del paesaggio che , all’attività professionale, affiancano l’attività di ricerca e l’attuazione di programmi di progettazione partecipata, workshop e seminari in Sicilia. AutonomeForme partecipa a numerosi concorsi di progettazione e le sue attività si basano principalmente sulla collaborazione e sul confronto interdisciplinare.

Guido Gaudioso: “In corpore” si propone come una riflessione su un tema quanto mai attuale: il corpo umano, come esso viene oggi fruito e percepito. Questa è l’era dell’ipertecnologia e del virtuale.  Mai prima d’ora vi era stata una tale accelerazione nel susseguirsi delle innovazioni tecnologiche, nel loro ingresso nella più ordinaria quotidianità e nella rapida obsolescenza delle precedenti applicazioni. Il “virtuale” ha fatto da tempo il suo ingresso dirompente nella società civile. Le ambiguità che ne derivano toccano ogni settore del vivere, ogni campo dell’agire umano.

Turi Greco: Come alimentare e sviluppare la propria creatività con la musica. La musica che produce benessere. La musica che porta con se i nostri sentimenti. La musica che impressiona situazioni. La musica stimola una sensazione in qualsiasi tempo e condizione. Giriamo attorno alla musica. La musica ci fa scrivere, teatralizzare. La musica si basa sul tempo, la musica è ritmo. La musica visiva è la storia di chiunque ne venga a contatto. Dentro ogni musica c’è un punto d’osservazione che si modifica e si aggiorna costantemente.

Giuseppe Costa: Musica determinata è la musica nata in un tempo ed in uno spazio sonoriale preciso. La sua ragione è nella qualità dell’articolazione sonora concepita in assenza di condizionamento o progetto passato. Nasce come una sfida contro il tempo per sentire in un istante, proprio, ragioni musicali irripetibili. La meraviglia di questo tipo diriproduzione è nel piacere di condividere insieme a chi è in ascolto un’emozione, prima.  L’ispirazione è il momento stesso della creazione.

Vlady art: From Catania with Love”, una serie di cartoline e messaggi fotografici d’impatto, provocazione artistica di Vlady Art, lo street -artist catanese. Nasce da questo distacco emotivo la spinta necessaria per la sua ironica denuncia artistica dei noti mali cittadini. Vlady Art presenta come cartoline il lato più tragicomico di Catania, il suo B side, il suo ventre underground fatto di caos, degrado e conseguenti situazioni paradossali, pure e divertenti. Tutto è, come sostiene, “quello che non troverete mai nei negozi”.

Rossella Pezzino De Geronimo: le immagini, tratte dalla mostra Birmania. Riflessi d’anima, come scrive il curatore della mostra Antonio D’amico, “raccontano diversi momenti di vita vissuti da uomini al lavoro fra gigantesche e trasparenti anfore o su zattere in mezzo al fiume, oppure pronti ad offrire i loro polli al mercato, donne sorridenti o parcamente consapevoli della loro femminilità, oppure segnate, dipinte, abbellite e bambini che senza tregua catturano la nostra attenzione in un vortice di ingenuità e purezza.

Emilia Faro:  Nel video “The Prince’s Metamorphosis”, il volto ad acquerello di una bambina attraverso un gioco di dissolvenze e sovrapposizioni si incarna nel volto di una bambina vera. Il colore predominante del video è il bianco cioè il colore della purezza esso vuol dire “tornare al punto di partenza”. E’ il rinnovamento, la possibilità di ricominciare, ripartire da zero.


Elisa Abela: Il lavoro di Elisa Abela –alla sua prima mostra in Sicilia-  pulsa di energia pop e del passato ritrovato, odora di muffa e di feroce ironia, inventa continuamente nuovi dispositivi ottici. Il bisogno è compulsivo: tutto andrebbe toccato ed annusato per poi accomodarsi in un’altra dimensione (l’unica): il mondo dei bimbi e delle persone per bene. Libri infarciti di foto antiche stanno letteralmente per esplodere, buste trasparenti sigillate con dentro vecchie lettere mai aperte, immagini grafiche con interventi minimi le guardiamo 3 o 4 volte e diventano specchi, detournements e collages apparentemente rozzi urlano qualcosa che non afferriamo completamente. Ci sembra di udire un sassofono nello sfondo (è la sua amica Caterina Devi, inseparabile) ma non accetteremo l’invito di seguirla nei suoi luoghi oscuri; mai entrare (per esempio) nelle sue scatole di legno foderate. Il Passato, quando si era tutti educati e composti e si rideva a comando, è uno spettacolo confortante: Elisa Abela agisce su questo Passato con rigore e senza troppo compiacimento. “Qui tutto è vecchio” –hanno dichiarato due anziani al vernissage- “Che ci ha chiamato a fare?”.

AutonomeForme: è un’associazione di architetti specializzati nel campo della progettazione architettonica e del paesaggio che , all’attività professionale, affiancano l’attività di ricerca e l’attuazione di programmi di progettazione partecipata, workshop e seminari in Sicilia. AutonomeForme partecipa a numerosi concorsi di progettazione e le sue attività si basano principalmente sulla collaborazione e sul confronto interdisciplinare.

Guido Gaudioso: “In corpore” si propone come una riflessione su un tema quanto mai attuale: il corpo umano, come esso viene oggi fruito e percepito. Questa è l’era dell’ipertecnologia e del virtuale.

Mai prima d’ora vi era stata una tale accelerazione nel susseguirsi delle innovazioni tecnologiche, nel loro ingresso nella più ordinaria quotidianità e nella rapida obsolescenza delle precedenti applicazioni.

Intorno alla metà degli anni 70 si teorizzava che “il mezzo (di comunicazione) è il messaggio” (M. Mc Luhan). Si parlava di “villaggio globale”.

Oggi quelle visioni premonitorie si sono pienamente avverate. Il “virtuale” ha fatto da tempo il suo ingresso dirompente nella società civile. Le ambiguità che ne derivano toccano ogni settore del vivere, ogni campo dell’agire umano.

Il corpo stesso è rappresentazione, ovvero immaginario, individuale o collettivo che sia, che si traduce in un’opinabile realtà. Siamo nell’era dell’ ingegneria genetica, delle clonazioni, della codificazione del genoma. È il tempo della manipolazione fisica, corporale.

Il corpo umano è diventato anch’esso “prodotto”, reificato dalle e per le esigenze della “Società dello Spettacolo”.

Allo stesso tempo, esso non rappresenta più un limite concreto, fisico appunto, all’individualità ed al suo agire. Internet ha demolito questi confini.

Si parla di “realtà virtuale”, di corpi che non hanno tangibilità, composti da informazioni elettroniche, ma non per questo meno “veri”.

Come sempre, l’arte registra o addirittura premonizza i cambiamenti e i sussulti che scuotono la società.

Il progetto “In corpore” indaga alcuni degli aspetti sopra accennati, rivolgendo l’attenzione ad argomenti che fanno comunque, da sempre, parte della mia ricerca.

Turi Greco: Come alimentare e sviluppare la propria creatività con la musica. La musica che produce benessere. La musica che porta con se i nostri sentimenti. La musica che impressiona situazioni. La musica stimola una sensazione in qualsiasi tempo e condizione. La musica ci muove in maniera diversa, ci invoglia a galoppare, ci fa rimanere immobili. La musica balla con noi. Giriamo attorno alla musica.

La musica ci fa scrivere, teatralizzare. La musica si basa sul tempo, la musica è ritmo.

La musica visiva è la storia di chiunque ne venga a contatto.

Dentro ogni musica c’è un punto d’osservazione che si modifica e si aggiorna costantemente. Turi Greco ha sviluppato un metodo di acculturamento individuale che definisce, analizza ed utilizza la musica come un contenitore d’azioni. Genetica, relazioni, storia sono contenuti all’interno di una o più musiche.

Un viaggio che parte dall’atto d’amore del compositore per poi passare all’esecutore che ha un produttore che la fa arrivare al consumatore. L’abbinamento armonico fra il suono di uno o più strumenti compresa la voce può presentarci bellissimi puzzle d’azioni che partono e si manifestano fin dal pensiero di chi lo crea. Ognuno di noi costruisce la propria enciclopedia di cultura, è un libro composto da dati e conoscenza.

Giuseppe Costa: Musica determinata è la musica nata in un tempo ed in uno spazio sonoriale preciso. La sua ragione è nella qualità dell’articolazione sonora concepita in assenza di condizionamento o progetto passato. Nasce come una sfida contro il tempo per sentire in un istante, proprio, ragioni musicali irripetibili. La meraviglia di questo tipo di

riproduzione è nel piacere di condividere insieme a chi è in ascolto un’emozione, prima.

La riproduzione audio permette il ricordo di un processo, di una visione, di un fatto musicale che appartiene al passato, ad un tempo determinato. Il pensiero di una possibile ripetizione o ricreazione inficia la sua qualità, il suo mistero e la sua ragione d’essere producendo un prodotto nuovo legato a processi di pensiero diversi seppur orientati da un

progetto comune. L’ispirazione è il momento stesso della creazione.”

Vlady art: From Catania with Love”, una serie di cartoline e messaggi fotografici d’impatto, provocazione artistica di Vlady Art, lo street -artist catanese. Nasce da questo distacco emotivo la spinta necessaria per la sua ironica denuncia artistica dei noti mali cittadini. Vlady Art presenta come cartoline il lato più tragicomico di Catania, il suo B side, il suo ventre underground fatto di caos, degrado e conseguenti situazioni paradossali, pure e divertenti. Tutto è, come sostiene, “quello che non troverete mai nei negozi”. L’artista lo definisce come un dialogo con i cittadini, dialogo che ha aperto da tempo anche tramite i suoi interventi urbani, sue le coccinelle che adornano i sassi di San Giovanni Li Cuti e lo smile in piazza Teatro Massimo. un modo per arredare lo spazio urbano ma soprattutto un messaggio di civiltà, sdrammatizzante e provocatorio ma sempre propenso all’ironia.

Rossella Pezzino De Geronimo: le immagini, tratte dalla mostra Birmania. Riflessi d’anima, come scrive il curatore della mostra Antonio D’amico, “raccontano diversi momenti di vita vissuti da uomini al lavoro fra gigantesche e trasparenti anfore o su zattere in mezzo al fiume, oppure pronti ad offrire i loro polli al mercato, donne sorridenti o parcamente consapevoli della loro femminilità, oppure segnate, dipinte, abbellite e bambini che senza tregua catturano la nostra attenzione in un vortice di ingenuità e purezza. Tutto è dipanato da una luce vibrante e lenticolare che esalta i sentimenti e racconta l’invisibile, l’anima e i meandri empatici per poi giungere al far della sera quando la luce perlacea rende sagome gli umani ed esalta le placide armonie delle onde del grande fiume… scoprire la profonda semplicità che vive nella magia di quella cultura così lontana e diversa dalla nostra ma così profondamente accattivante tanto da far nascere il desiderio di scrutare nell’istante di ogni volto fotografato per scorgere un microscopico dettaglio di chi siamo e di come dovremmo interagire col mondo!”.

Emilia Faro: La sua ricerca artistica comincia circa dieci anni fa attraverso la tecnica dell’acquerello. L’acquerello su carta è una tecnica caratterizzata da un’immediatezza dell’esecuzione non in termini temporali ma intesa come contemporaneità assoluta tra pensiero e azione. La carta, un materiale così fragile, per poter trasmettere l’ispirazione nel più breve periodo di tempo possibile. L’utilizzo dell’acqua produce effetti che sono di carattere piuttosto psicologico che estetico. Da poco tempo il linguaggio dell’artista si sta espandendo anche verso la scultura, l’installazione e il video, con i quali lascia sempre interagire i suoi acquerelli. La necessità di passare al medium del video in particolare, nasce dal desiderio di dare vita agli acquerelli e di raccontare delle visioni che non potrebbero altrimenti essere espresse con il solo mezzo del disegno. Nel video “The Prince’s Metamorphosis”, il volto ad acquerello di una bambina attraverso un gioco di dissolvenze e sovrapposizioni si incarna nel volto di una bambina vera. Il colore predominante del video è il bianco cioè il colore della purezza esso vuol dire “tornare al punto di partenza”. E’ il rinnovamento, la possibilità di ricominciare, ripartire da zero.