testata vol.6

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Pkn Catania Vol_6

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Foto Vanila Privitera

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Il programma della serata

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Giacomo Leone: Dinamiche in-controllate.

Domenico Mirabella: Mosso, sfocatura, grana grossa, inquadrature inclinate. Uno stile espressionista per sottolineare e accentuare il senso di disorientamento e di precarietà dell’uomo postmoderno.

Alessandra Di Tommaso: La ricerca e lo studio delle forme naturali applicate al design del gioiello. Materiali di ogni genere, dai preziosi a quelli raccolti occasionalmente danno vita ad oggetti comunicativi.

Carmine Elisa Moschella: musica, parole, immagini e canto. Il viaggio di un animo, rinchiuso in una rete, che libera lo sguardo verso un percorso emozionale.

Fabio Alfano: “A banda larga” 20 fotografie scattate a Barcellona, Londra, Parigi, Amsterdam, Roma montate con un supporto sonoro e brevi testi per raccontare che l’estetica contemporanea, espressa anche attraverso lo spazio urbano, è un canale ampio di informazioni-conoscenze fondamentali per l’uomo per poter vivere al meglio il suo presente. E’ appunto un canale di comunicazione “a banda larga”.

Carmelo Chiaramonte: Nel 1969 è nato in quel di Modica. Ha respirato profondamente i profumi della sua campagna, nella sua età evolutiva, e li ha trattenuti nelle narici e nel cuore. Ha frequentato la scuola alberghiera alla fine degli anni ottanta e se n’è dimenticato in fretta: il mestiere ha un’altra angolatura! Ha viaggiato le cucine della Sicilia orientale, quelle venete, svizzere, liguri, maltesi e da dieci anni si è appollaiato sulle pendici dell’Etna. Da quando ha abbandonato i codici rigidi delle ricette e delle cotture si diverte a vedere le gote arrossate di chi mangia le sue emozioni impiattate, crude, cotte o quasi. Sostiene che la cucina sia un’arte molto provvisoria, un fenomeno che rimane solo nel ricordo e perciò un’attività umana che non ingombra come le statue, le tele, le installazioni permanenti. Insomma un artigianato volatile degno delle alture dell’immaginazione del pensiero di pancia della donna e dell’uomo. Crede fortemente che il cibo ha solo due compiti fondamentali: mantenere la scie umana e farla aggregare o avvampare, ridere, desiderare qualche altrove.

Maria Arena e Daniela Orlando: ‘Io ho fatto tutto questo’ è una partitura multimediale per una nuova scena. Ha come fulcro l’affermazione di Goliarda Sapienza come scrittrice e mette in scena un momento preciso della sua biografia legato a una profonda crisi vissuta intorno ai quarant’anni. ‘Io ho fatto tutto questo’ è un testo a più voci in cui le suggestioni sonore e vocali, la performance e i video s’intessono e concorrono alla costruzione di un senso e di un movimento catapultando lo spettatore in un viaggio nel sottosuolo come fece Goliarda per trovare se stessa e partorirsi come scrittrice. Regia Maria Arena, drammaturgia Maria Arena e Daniela Orlando, performance Daniela Orlando, reading Emanuela Villagrossi, partecipazione di Lucilla Scalisi, musiche originali Carmen Consoli, video Maria Arena, produzione Zo centro culture contemporanee. In scena al centro Zo il 10 e 11 Aprile 2010 – TEST/GESTI contemporanei Teatro Stabile di Catania.

Massimiliano Leanza: Alla ricerca di una tematica comune le immagini raccontano frammenti di viaggi, istanti di esperienze, incontri voluti o casuali.

Angelo Catania: Tre progetti di architettura sull’isola di Lampedusa. Casa 10kV: Un progetto di riconversione, realizzato a partire da una cabina elettrica dismessa; Case Cameroni: un nuovo intervento di edilizia residenziale ad alta efficienza energetica; Chiosco Punta Favaloro: un chiosco bar-ristorante eco-sostenibile, affacciato su una delle più belle spiagge dell’isola.

Annibale Sicurella: Il giardino pensile, dall’antica Babilonia ai tetti delle cittàcontemporanee. Il progetto, il cantiere e la realizzazione di un giardino pensile nella città di Palermo.

Galerie G: Nel 1993 un gruppo di artisti, architetti e critici, già riuniti da alcuni anni nell’Associazione degli artisti visuali della Repubblica Ceca, formano la Galerie G, volendo mettere in gioco le proprie competenze in uno spazio comune, proseguendo il libero reciproco confronto che avevano sperimentato necessario come contributo per ridare speranza alla società e alla cultura ceca.

Il video
(dag)

La locandina

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